Si tratta della causa più comune di mortalità in età pediatrica nei paesi occidentali, più frequente delle stesse leucemie secondo recenti stime. Il reparto di Neurochirurgia Infantile vanta una delle maggiori esperienze nel settore pediatrico(oltre 1000 interventi negli ultimi 20 anni). L'attività di ricerca nel settore è particolarmente varia, interessando la biologia molecolare del medulloblastoma e dell'ependimoma, il rischio di recidive e/o tumori radioindotti, gli esiti tardivi dei tumori epilettogeni, la prognosi dei tumori della regione pineale. Ampio spazio è stato dedicato, negli ultimi anni, allo sviluppo di cure alternative ad una delle neoplasie cerebrali più difficile da affrontare, dato l'alto rischio di disturbi endocrinologici e visivi, il craniofaringioma. A tal fine è in atto un protocollo terapeutico sul trattamento del craniofaringioma cistico con Interferon-alfa (assieme a soli altri due Centri al mondo) e sono state avviate ricerche in esclusiva sulla biochimica di questo tumore con l'intento di identificare ulteriori strategie terapeutiche non chirurgiche; per affrontare queste gravi forme patologiche la Struttura si avvale della collaborazione di diverse associazioni di genitori come:

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Spesso conseguenza di patologie congenite, rappresenta una delle patologie più gravi dell'infanzia poiché le crisi frequenti e persistenti, non controllate dal trattamento farmacologico, esitano in un danno neurologico irreversibile. Il piccolo paziente viene studiato fin dai primi giorni/mesi di vita in collaborazione con il reparto e Day-Hospital di Neuropsichiatria Infantile con registrazioni video-EEG prolungate, valutazioni neuropsicologiche e neurovisive; per quanto riguarda gli interventi chirurgici, sono utilizzate tutte le tecniche di neurochirurgia dell'epilessia  (corticectomia, lesionectomia, callosotomia, emisferectomia anatomica, emisferectomia funzionale, emisferotomia). La ricerca clinica è incentrata principalmente sugli esiti dell'epilessia per quanto riguarda la qualità di vita del bambino e su specifiche entità patologiche, quali displasie corticali, emimegalencefalia, sindrome di Sturge-Weber, sindrome di Rasmussen ecc; la ricerca di base verte su studi sperimentali sulle eterotopie corticali ed i disturbi, in generale, della migrazione neuronale. Anche in questo caso la Struttura si avvale di un’importante collaborazione di genitori: 

www.arefonlus.it

l settore delle craniostenosi è molto esteso prevedendo il trattamento delle forme semplici (plagiocefalia anteriore e posteriore, trigonocefalia), di quelle complesse (brachicefalia, turricefalia, ossicefalia) e di quelle sindromiche (sindrome di Crouzon, sindrome di Pfeiffer, sindrome di Apert, sindrome di Jackson-Weiss ecc.). Per questo ultimo tipo ci si avvale anche della collaborazione dei colleghi della chirurgia maxillo-facciale (Prof. Pelo). Sono state introdotte dal nostro gruppo nuove tecniche meno invasive per la correzione della trigonocefalia e soprattutto della scafocefalia (craniostenosi sagittale), così come nuovi protocolli che minimizzano il rischio delle perdite ematiche intra-operatorie. L'attività di ricerca è attualmente indirizzata alla valutazione dello sviluppo cognitivo dei bambini e ragazzi operati per craniostenosi, alla comprensione delle alterazioni molecolari delle suture e delle ossa cranicheresponsabili della chiusura precoce delle suture craniche.  Un'apposita Associazione si prefigge il compito di favorire l'informazione sul territorio. 

http://www.craniostenosi-ilcigno.it

Considerata in passato "malattia rara", è divenuta tra le patologie di più frequente riscontro nei bambini neurochirurgici, con diagnosi spesso occasionale in pazienti asintomatici. Il reparto di Neurochirurgia Infantile si è reso promotore dell'organizzazione di un Centro per lo studio della malformazione di Chiari con l'intento di garantire una valutazione preoperatoria più accurata possibile al fine di chiarire la storia naturale di questa patologia e selezionare i bambini che possono beneficiare del trattamento chirurgico. Il Centro è composto da specialisti in neurologia (EEG, polisonnografia), neuropsicologia (valutazione dello sviluppo cognitivo), neuroradiologia (risonanza magnetica, cine-RMN, angio-RMN), neurofisiologia (potenziali evocati somatosensoriali e motori), ORL (prove audiometriche e vestibolari, potenziali evocati troncoencefalici), oftalmologia (prove visive, potenziali evocati visivi), neurochirurgia (indicazione e realizzazione del trattamento chirurgico). Questo importante settore di ricerca e di assistenza è anche di particolare interesse per la  Federazione GENE, che si propone di contribuire all'informazione delle famiglie relative a malattie rare ancora insufficientemente esplorate.

Rappresenta la patologia neurochirurgica per eccellenza, in particolare se riferita all'età pediatrica dove riconosce una notevole varietà di cause (idrocefalo post-emorragico o del prematuro, malformativo, post-infettivo, associato a tumori, post-traumatico). L'attività di reparto contempla varie soluzioni terapeutiche quali l'utilizzo dell'endoscopia(terzoventricolostomia, settostomia, marsupializzazione in caso di idrocefalo pluriconcamerato, "brain wash" in caso di idrocefalo post-emorragico) o dei vari sistemi di derivazione (ventricolo-peritoneale, ventricolo-atriale, valvole regolabili o a pressione fissa) la cui esecuzione è rapportata alle esigenze del singolo paziente. 

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